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Io il matto
Ho deciso:
le darò una coltellata
nel ventre
e mi ci infilerò
di nuovo.
Un rocchetto di filo
e un ago
e dal di dentro
ricucirò.
Non s’azzardi la levatrice,
perché
questa volta
mordo.
Mi riabituerò
a stare rannicchiato.
Il giorno del parto,
che chiamino un becchino.
Per la barba,
ci penserò.
Ora
ho fretta.
Scusi,
dov’è un arrotino?
Opera n°135220 di Liberodiscrivere